L'archivio della Deputazione Subalpina di Storia Patria

Fondi archivistici


Archivio Disegni di Clemente Rovere  

 Nell’archivio storico è conservata la raccolta completa dei 4103 disegni di Clemente Rovere che donò alla Deputazione Subalpina. L’opera progettata in 353 volumi, uno per ogni Mandamento di Provincia, illustra in dettaglio tutto il Piemonte nei suoi ampi confini, la Lomellina, la Liguria e la Savoia, con «Il Piemonte antico e moderno delineato e descritto», Clemente Rovere ha lasciato agli studiosi un’importante e preziosa «fotografia» di moltissime località, una ricchissima documentazione iconografica accompagnata da notizie storiche, artistiche e statistiche.
Con la sua opera si era prefisso di illustrare in dettaglio tutto il Piemonte nei suoi ampi confini, la Lomellina, la Liguria e la Savoia, la vasta esperienza acquisita non solo in biblioteche e archivi, ma anche dopo lunghe esplorazioni del territorio, furono alla base della singolarità della sua opera e gli consentirono una copiosa produzione di disegni, in parte a matita, in parte appena abbozzati, in parte ben rifiniti a penna Clemente Rovere constatò errori e imperfezioni nel «Theatrum Statuum Sabaudiae» («l’unico libro che io sappia – scrive lo stesso Rovere – in cui sia descritta una parte delle città e dei borghi pedemontani, che pubblicavasi in Olanda in sullo scorcio del 17° secolo») e furono probabilmente anche quelli a spingerlo nella sua ciclopica impresa. ) Fra il 1826 ed il 1860 Clemente Rovere produsse oltre 4000 disegni esito di sue visite in loco. Una raccolta completa dei disegni di Rovere fu edita nel 1978, Il Piemonte antico e moderno delineato e descritto da Clemente Rovere, con ricca e accurata introduzione di Cristiana Sertorio Lombardi.
Una recentissima riedizione nel 2016, a cura della Deputazione Subalpina ed editata dall’Artistica di Savigliano, intitolata Viaggio in Piemonte di paese in paese compie una selezione entro l’ampio materiale, escludendo le province esterne al Piemonte odierno (la valle d’Aosta e le periferie francesi degli antichi stati sabaudi, trattate da Rovere che invece sin dall’inizio aveva rinunciato a rappresentare la Sardegna), e svolge un’operazione del tutto nuova e originale per la parte storica, le località oggetto di trattazione sono, come detto sopra, 540 (i disegni sono oltre 1800, perché molte località hanno più illustrazioni) e le schede descrivono le località. In conclusione, come affermato da Alessandro Barbero l’opera di Rovere è soprattutto «uno straordinario documento storico. Perché nei disegni del Rovere, sempre datati, è possibile rivedere ogni angolo di Piemonte esattamente come si presentava a quei tempi.
 La tentazione del confronto con l’oggi è inevitabile, e il lettore tenderà probabilmente a sospirare davanti a un passato incanto perduto: non asfalto, non capannoni, non pali della luce, né fili elettrici».

 

 

 


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